Mastoplastica additiva

La mastoplastica additiva è un intervento mirato all’ aumento di volume delle mammelle.

L’intervento viene attuato mediante l’utilizzo  di protesi in silicone coesivo che vengono
inserite in un apposito spazio creato chirurgicamente sotto la 
ghiandola mammaria (protesi retroghiandolare) o sotto il muscolo pettorale (protesi retropettorale).

Noi effettuiamo l’intervento con un accesso chirurgico che può essere dal solco inframammario o dall’areola, posizionando la protesi nel piano retroghiandolare o retromuscolare, utilizzando protesi rotonde o anatomiche con vario grado di proiezione e coesività, tutte queste variabili dipendono dalla situazione anatomica preoperatoria delle mammelle e dai desideri della paziente e vengono valutate accuratamente durante i colloqui preliminari.

Se la ghiandola mammaria presenta una modesta perdita di tono (la cosiddetta ptosi mammaria) utilizziamo alcuni accorgimenti tecnici volti a risollevare la mammella quali la tecnica dual plane, associata, se è  necessario far risalire anche il capezzolo, ad un accesso chirurgico emiperiareolare superiore o periareolare completo con sutura  a borsa di tabacco (round  block).

Al termine dell’intervento posizioniamo 2 drenaggi che vengono rimossi generalmente dopo 24 ore.

L’ intervento avviene in anestesia generale, ha la 
durata di circa un ora e mezza e può essere effettuato in day hospital.

D. E’ un intervento doloroso?
R. Generalmente no, perché effettuiamo un’anestesia locale, appena la paziente si è addormentata, che anestetizza i recettori del dolore e non fa avvertire il male dopo il risveglio.

D. La protesi di silicone sarà visibile?
R. Generalmente no, ma è chiaro che più è grande la protesi, maggiore sarà il rischio di visibilità della stessa e di un risultato innaturale.

D. Che tipo di reggiseno dovrò usare dopo l’ operazione?
R. Occorre un reggiseno sportivo, inoltre è preferibile utilizzare una fascia elastica che mantenga in sede le protesi

D. La cicatrice sarà visibile?
R. La cicatrice periareolare spesso è praticamente invisibile in quanto nascosta nella pigmentazione dell’areola, quella al solco è  visibile, se il solco non è coperto dalla ghiandola stessa, come una riga bianca.